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Pieces of dre@ms......fata benedetta e strega maledetta insieme |
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alessia liazzawrote:
T.V.B.
By La più piccola delle cuginette Alessia....
May 16
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Riordinare la stanzaCaos.Polvere su vecchi oggetti. Ricordi tra cassetti rimasti chiusi per troppo tempo. Cose nascoste. Disordine. Quanto può durare???non per sempre... This is the life! E un giorno prima o poi dovrai cominciare a fare ordine: rimettere spazio in quella stanza. Pronta a buttar via quelle cose che non ti servono più, quelle cose che non riuscivi a eliminare ma che ormai erano solo oggetti inutili in una cesta rimasta chiusa per chi sa quanto...cose che avevi anche dimenticato ormai...e allora è arrivato il momento giusto per sbarazzarsene, perchè...ogni cosa a suo tempo e il tempo è arrivato! Ma qualche vecchio ricordo è giusto riportarlo alla luce...perchè forse non è poi così rovinato, basta una spolverata e infondo è bello come il primo giorno che lo hai comprato...è stato un peccato tenerlo nascosto tra le cianfrusaglie per così tanto e averlo dato per disperso! La stanza inizia a prendere un pò di aria e finalmente c'è lo spazio per quella splendida cornice azzurra rimasta in vetrina per troppo tempo...finalmente è arrivato anche il suo momento, e ora è perfetta. Ancora una volta rimetti a posto la tua camera: ed è il momento per tutto...per quelle cose che puoi buttare via, per lasciare spazio a quelle nuove...è il momento di far saltare fuori ciò che avevi dimenticato, per voltare pagina, o perchè faccia ancora parte di te. E' il momento che dura un solo momento perchè se le leggi della fisica sono vere quel disordine tornerà e tu dovrai rimboccarti le maniche e ricominciare da capo...ci saranno di nuovo cose da eliminare, cose da aggiungere e cose da recuperare... This is the life! Ma per ora la stanza è ordinata... perchè noi non abbiam bisogno di parole…è vero…è così…e usare delle canzoni sembra così banale…ma a volte dei testi ti fanno riflettere, ti fanno pensare…e riescono a tirar fuori anche solo piccoli pezzi di tutte quelle parole che sono dentro, parole che vorrei usare con te, parole che vorrei avessero l’effetto di un tocco magico…non ci riesco, perchè le parole non servono, non che non ne abbia abbastanza per te, ma in questo momento è tutto così effimero per il nostro scopo…il tuo…il mio…perchè io sono proprio lì, accanto a te…e non vado da nessuna parte… …”Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza. TI salverò da ogni malinconia, la solitudine dei numeri primi...Alice sorrise, ma continuò a guardare il ragazzo con la mano fasciata. C'era qualcosa, nel modo in cui teneva la testa buttata giù, che le faceva venire voglia di avvicinarsi, di sollevargli il mento e di dirgli guardami, sono qui. I matematici li chiamano primi gemelli:sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perchè fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. Numeri come l'11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli. Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l'uno all'altro. Tra i matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finchè non li scopre. Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini, ma non abbastanza per sfiorarsi davvero.
Per la prima volta, avvertì tutto lo spazio che li se La gente si prendeva quello che voleva, si aggrappava alle coincidenze, quelle poche, e ci tirava su un'esistenza. Doveva dire ad Alice sono qui oppure andare via, prendere il primo volo e sparire di nuovo, tornare nel luogo in cui era rimasto in sospeso per tutti quegli anni. Ormai l'aveva imparato. Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante. Era successo con Michela e poi con Alice e adesso di nuovo. Stavolta li riconosceva: quei secondi erano lì e lui non si sarebbe più sbagliato. Mattia lo sapeva. Sapeva tutto quanto, ma non riusciva a muoversi da dov'era. Come se abbandonandosi al richiamo di Alice, potesse ritrovarsi in trappola, annegarci dentro e perdersi per sempre. Era rimasto impassibile e in silenzio, ad aspettare che fosse troppo tardi. Quando aprì gli occhi il cielo era ancora lì, con il suo azzurro monotono e brillante. Non una nuvola lo attraversava. Mattia era lontano. Fabio era lontano. La corrente del fiume produceva un fruscio debole e sonnolento. Si ricordò di quando era distesa nel canalone, sepolta dalla neve. Pensò a quel silenzio perfetto. Anche adesso, come allora, nessuno sapeva dove lei si trovasse. Anche questa volta non sarebbe arrivato nessuno. Ma lei non stava più aspettando. Sorrise verso il cielo terso. Con un pò di fatica, sapeva alzarsi da sola. un "Buon Compleanno" con tanto di sorpresa...
non mi resta che salutarvi...un semplice, breve, scontato, e sincero GRAZIE!!!!! a tutti... P.S. 29/10/2008...segnato sul calendario!...ti voglio bene un'altra estate insieme...
con le notti che andavano tra la disco e la piscina, le giornate a fingere di aggiustare una borsa che proprio non voleva trovar pace...il telefono sempre con noi e tutto andava bene...pubbliche relazioni al bar dove la fama di quelle telefonate ha lasciato il segno, il pomeriggio tra un gelato e una partita...ammaliante quel castello che si gonfiava, e sgonfiava, e rigonfiava...poi l'illuminazione...il carrettino dei gelati!!!e lì un sogno diventava realtà!peccato per la delusione degli elicotteri, ma vabbè...non tutto quello che ci dicono da bambini è reale, anzi...la maggior parte delle cose non lo è, ma non ci dite che babbo natale non esiste!tanto bel mare per poi asciugarsi al sole, distese al bagnoasciuga con qualche lividura qua e là...ma non dimentichiamo quell'unico bagno in piscina nell'unico giorno di pioggia!parola d'ordine: vietato annoiarsi, perchè quando tutto mancava si poteva sempre parlare della questione arabo-israeliana, ma no...avevamo cose molto più importanti di cui preoccuparci, come sensibilizzarci e sensibilizzare per dipingere quel cielo più azzurro che mai, che la sera si trasformava in un gioco di colori sempre più spettacolare, per chiudere in bellezza gli spettacoli spettacolosi...stendiamo però un velo pietoso sull' OLTRAGGIOSO "the" perchè lì c'è solo da dimenticare!come c'è da dimenticare che Giangi balla sui tacchi a spillo molto meglio di noi due e soprattutto RESISTE là dove noi crolliamo dopo due passi e un giro!!!!si potrebbe dimenticare un Destino apatico, invece di sognarlo la notte...e quell'epidemia del biondo che ogni settimana faceva nuove vittime...peccato!Special guest delle serate:il tenero antonio-nino-mezzonino -abolendo a priori la possibilità che potesse essere una femmina-...nomi molto fantasiosi non c'è che dire, ma pallino no eh?pallino proprio no!pallino non è magico per noi due "magiche"...oddio!la perplessità al suono di quella parola è stata quasi pari a quella per la scoperta del coccodrillo come fa versione remix:come distruggere i ricordi di un'infanzia in un minuto e mezzo...meno male che c'era il giro della trottola a riportare il sorriso e l'allegria, mi perdonerà alessandro per gli incubi ma quando partiva non c'era modo di fermarmi!e poi...wow...i palloncini:emozione saltami addosso...mattia -finalmente scoperta la sua età- sarà anche un buon freddy mercury ma l'emozione dei palloncini non la batte nessuno!anche se possiamo incolpare lui e pino se l'ultima sera erano tutti lacrime agli occhi...per porre fine alla depression???il mitico, insuperabile, impareggiabile, unico e solo...yogurt!!!e che yogurt!!!ebbene si:peccati di gola imperdonabili!ma con questo lascio il resto alla fantasia e all'immaginazione, non si può mica pretendere che racconti tutto tutto tutto? non posso chiudere però senza fare una nomina speciale all'ospite virtuale più presente di tutto il villaggio:un premio a toni che ha trascorso quelle due settimane con noi nonostante tutti i km di distanza!!!prima di salutare ricordate quello che abbiamo imparato oggi:il furgoncino dei gelati non esiste solo nei simpson e gli elicotteri non sono degli animali! così un'altra estate è andata...un'altra estate di sorprese...un'altra estate con te...la sorpresa più bella?il tuo sorriso "a trentatre denti", quella luminosità negli occhi che da tanto tempo ti mancava...ci mancava!mi toccherà ringraziare qualcuno per questo...ringraziamo me stessa???direi proprio di no...nessun ringraziamento, nessuna ricerca disperata per voler ricambiare...è tutto in quel sorriso e in quegli occhi...e io ci sono con te, e sono contenta... giulietta e romeo... chi sei?
la mia voce...continuo a parlare attraverso canzoni, poesie, film...ma qualche volta occorre usare altre parole, parole mie, non copiate, trascritte o incollate qui da altri pensieri...pensieri che mi rispecchiano, che mi raccontano con altre voci, ma che continuano agli occhi degli altri a rendere segreto ciò che passa dentro questa testolina.
Vorrei parlare...di tutto, di niente...di quelle pagine che nessuno leggerà, di quei pensieri che qualcuno ascolterà. Parlare senza giudizi, senza preoccupazioni, senza dover sentire il bisogno di una gomma o un tasto che cancelli se dico qualcosa di sbagliato. Parlare come sabato sera ho fatto in quel giardino, e scoprire magari che non si è trattato solo di un attimo.
Vorrei parlare...di tutto, di niente...parlare senza la paura che farlo possa rendermi più vulnerabile o indifesa, soprattutto fragile...dirti qualcosa senza la paura che tu poi avresti preferito che non te lo dicessi.
Vorrei parlare...di tutto, di niente...di quella ragazza che se ti teneva compagnia per dieci minuti ti riempiva la testa di chiacchiere, stronzate per lo più...ma erano le SUE stronzate. E quegli occhi che prima parlavano da soli e che ormai sono complici della voce muta di quei pensieri e neanche loro si lasciano più leggere. Perchè infondo parlare è facile, basta aprire la bocca e dare un suono a tutto quello che era chiuso nella mente fino a un attimo prima, dargli forma, dargli voce, farlo conoscere a qualcun altro e non solo a se stessi!se è giusto quello che ho scritto allora vuol dire che non ho dimenticato come si fa, ho solo smesso di farlo.
Voglio parlare...di tutto, di niente...parlare e scoprire di essere ancora in grado di farlo...
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